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vacanze a phuket giugno luglio agosto 2012

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Cosa fare e cosa non fare in Tailandia

Le radici storiche molto diverse fanno sì che in situazioni nelle quali un occidentale si comporterebbe in un modo, un orientale potrebbe avere un comportamento molto diverso o addirittura contrario a quello occidentale. Questo genera spesso delle incomprensioni e dei giudizi negativi, sia da una parte che dall’altra. A volte però sono comportamenti che solamente ad una analisi superficiale possono sembrare opposti, mentre in realtà sono semplicemente modi diversi di esprimere la medesima sostanza. Ad esempio: un occidentale che si trova a dover entrare in un ufficio, per una forma di rispetto rimane in piedi attendendo l’eventuale invito a sedersi. Farlo fuori da questo contesto sarebbe scortese. Un orientale invece troverebbe scortese rimanere in piedi, quindi, sempre in segno di rispetto, si siederebbe immediatamente. La modalità comportamentale è quindi opposta ma la ragione di questa è però la medesima, quindi le due azioni si equivalgono anche se in apparenza sono molto diverse. E’ importante quindi conoscere almeno alcuni semplici modi comportamentali di uso quotidiano per evitare di trovarsi in situazioni imbarazzanti o sgradevoli.

Il saluto:

In Thailandia si saluta congiungendo i palmi delle mani tenute tese e portandole a toccare, con un piccolo inchino, la punta del naso, nel contempo un uomo pronuncia “savasdii kap”, mentre una donna pronuncia “savasdii kaa”. Il gesto con le mani non va fatto nei confronti dei bambini, mentre per le autorità religiose, le punte delle dita debbono toccare la fronte.

La calma “è la virtù… dei thai“:

Manifestare emozioni o contrarietà è considerato disdicevole e in nessuna occasione è giustificato perdere la pazienza o, peggio, alzare la voce. Un comportamento di questo tipo non solo non risolverebbe il problema ma potrebbe addirittura aggravarlo. Quindi nell’eventualità ci si trovi in una situazione sgradevole bisogna seguire la massima che dice di “fare buon viso a cattiva sorte“. Inoltre ai thailandesi non piace dire di no o comunque dover dare una brutta notizia, per cui rimandano o tergiversano al fine di non affrontare la sgradevole situazione. Se ad esempio chiedete una informazione stradale e l’interpellato non conosce la risposta, ben difficilmente vi dirà che non lo sà, ma preferirà inventare al momento una cosa qualunque.

La testa, i piedi, le mani:

I thai credono che la testa sia la parte più sacra di tutto il corpo e contenga la forza spirituale della vita, per cui gli attribuiscono un profondo rispetto. Mai dare una “pacca” sulla testa ad un thai, nemmeno se l’amicizia e la eventuale confidenza sembrerebbe poterlo concedere.
Tantomeno accarezzare un bambino sulla testa. Come segno di cortesia bisognerebbe chinare la testa passando in prossimità di un gruppo di persone. Al contrario, i piedi sono considerati la parte del corpo più bassa e più sporca. Non bisogna mai puntare un piede verso un’altra persona, tantomeno verso la testa di un’altra persona! Fare molta attenzione in spiaggia: è assolutamente da evitare lo “scavalcare” persone sedute o sdraiate, bisogna girargli attorno! Infatti non si vedranno mai bambini thailandesi giocare alla “cavallina”.

Anche la mano sinistra è considerata impura e non dovrebbe essere usata per mangiare, nemmeno per ricevere gli ospiti o per dare la mano. Tenere le braccia incrociate è considerato inopportuno.

Le espressioni facciali:

In occidente è un pregio saper esprimere i propri sentimenti con la mimica facciale, non è così però nella cultura orientale. Al viso sono concesse solamente due espressioni: quella normale e quella sorridente. Esprimere con il viso sentimenti di sorpresa, di disappunto, scontentezza, disapprovazione, o peggio, collera o disapprovazione, creano un profondo disagio nei thailandesi. Naturalmente nelle zone turistiche tollerano questi comportamenti “inopportuni e un po’ barbari” degli stranieri.

L’abbigliamento:

I thailandesi non sono certamente maestri di eleganza, ma tengono molto al decoro e alla pulizia. I pantaloni corti sono accettati nelle località turistiche ma nelle altre zone sono considerati un abbigliamento indecoroso, riservato per mendicanti e contadini. I costumi da bagno dovrebbero essere usati solo in spiaggia e non nelle strade adiacenti, sarebbe un comportamento offensivo per il pudore dei thai che addirittura fanno il bagno in mare vestiti. Anche il topless delle donne occidentali è tollerato solo nelle spiagge delle località per turisti, e comunque genera profonda disapprovazione. Se si esce dalle zone turistiche o si deve andare in qualche ufficio è buona norma indossare pantaloni lunghi e comunque un abbigliamento decoroso.

Le calzature più appropriate per l’uso di tutti i giorni sono le ciabatte ed i sandali, comodi anche da togliere quando si entra in abitazioni private e in molti uffici. I sandali di gomma sono invece considerati calzature da spiaggia, quindi inadatti per altre occasioni. Nelle visite dei templi buddhisti bisogna seguire delle regole abbastanza rigide, i pantaloni corti non sono ammessi, gli uomini dovrebbero indossare pantaloni lunghi e una maglietta o camiciola a mezze maniche, le donne debbono indossare pantaloni o gonne lunghi ed avere le spalle coperte. I monaci non possono toccare nè essere toccati da nessuna donna, nè ricevere doni direttamente dalle mani di una donna.

Spiaggie di Phuket

… Bellissime spiagge con sabbia finissima, bianca e vellutata.
Le spiagge più belle e frequentate si trovano nella parte sudoccidentale dell’isola, e si estendono per qualche decina di km sopra Patong fino all’estrema punta sud dell’isola. Il mar delle Andamane bagna la costa con le sue cristalline acque di colore verde e azzurro, abitate da molte specie di pesci e coralli. Non vi sono solo le spiagge di quella costa a Phuket, ma delle altre non posso attualmente farvi nessun resoconto in quanto ancora non le ho visitate.

Oltre alle spiagge (Ao) vi sono le incantevoli isole (Ko) che circondano l’isola. Le più belle per la fauna marina e per l’ambiente pressochè incontaminato sono le Similan Island (Ko Similan) e si trovano circa a 90 Km a ovest di Phuket.
In quelle Isole è fantastico praticare lo snorkeling.
Un po’ più vicine ma in direzione opposta invece le famose Phi Phi Island (Ko Phi Phi), che si trovano a circa 20 km corrispondenti a circa 40 minuti di speed boat (le barche a motore).
Se siete amanti dell’avventura potete fare come me e alcuni miei amici, che abbiamo deciso di visitare Racha Island usufruendo di un long tail boat (quelle caratteristiche barche in legno con il timone lungo) non considerando che il mare si sarebbe agitato.
L’importante è che possa raccontarvelo.

Traccerò ora un elenco delle spiagge della costa est, mentre potrò essere più esaustivo su quelle della zona ovest che documenterò anche fotograficamente.

A partire da Nord troviamo la Baia di Phang Nga, Laem Sam, Ao Po, Laem Yabu, la Baia di Sapam, LAem Nga e Ko Siray, che ospita un villaggio di zingari del Mare.
A scendere verso il Porto di Phuket troviamo Ao Makham dove nelle vicinanze si trova l’aquario di Phuket, altra tappa da non perdere.
Continuando verso Sud troviamo infine la Baia di Chalong, Ao Friendship e Laem Ka.
Partendo sempre da Nord ma scendendo verso la costa occidentale invece troviamo Hat Mai Kao (all’altezza dell’aeroporto di Phuket) e Hat Nai Yang, dove nel mezzo è ospitato il Parco Nazionale Sirinat. Continuando nella nostra esplorazione ci imbattiamo in Ao Nai Ton, molto poco turistica ma frequentata dagli abitanti locali, Ao Laiyang e Ao Bang Tao.
L’ultima spiaggia poco frequentata dai turisti è Ao Phansi, ma nelle vicinanze troviamo Surin Beach (Hat Surin). Nell’immediato vi troviamo invece la mia spiaggia preferita, Laem Sing Beach famosa tra gli italiani per il “ristorante da Alì”, dove si mangia veramente bene. Tra l’altro la spiaggia è molto ben servita considerando che siamo in Thailandia. Qui’ si sente parlare francese, dato che la spiaggia è equamente divisa tra italiani e transalpini. Scendendo ancora arriviamo a Kamala Beach (Ao Kamala), forse la spiaggia “turistica” più caratteristica della zona.
Scendendo troviamo Kalim Beach (Ao Kalim) ch esi può oramai considerare parte integrante o prima periferia di Patong Beach (AO Patong), il centro della vita notturna dell’isola di Phuket per quanto riguarda i divertimenti e soprattutto la movida.
Anche la spiaggia se vogliamo è quella più “modaiola” se proprio vogliamo usare il termine e vi si trovano veramente persone di tutte le nazionalità (anche se Giapponesi , Australiani e Inglesi la fanno da padroni…In fondo noi italiani non siamo così tanti).
Proseguendo verso Karon però ci troviamo ad un bivio proprio alla fine di Patong. Non si può comunque perdere l’occasione di vedere la stupenda e caratteristica Paradise Beach, diventata molto più accessibile grazie ai lavori di asfaltatura della strada che porta sino a quella spiaggia.
Proseguendo si arriva a Karon Beach (Ao Karon), divisa in Karon Noi e Karon Yai, sede di un mercatino non inferiore al Patong Top o al mercato di Kamala. La strada ci porta poi a Kata Beach (Ao Kata), anch’essa divisa in Kata Noi e Kata Yai. Questa spiaggia e’ considerata da molti la biu’ bella dell’isola…Offre servizi di tutto comfort e qui’ potrete trovare i migliori ristoranti Italiani in assoluto. Prima di arrivare ad un’altra bellissima spiaggia possiamo fermarci al View Point, la vista panoramica forse più fotografato di tutta Phuket dove si vedono le insenature di Karon e Kata nonchè uno splendido panorama.
Arrivati a Nai Harn (Ao Nai Harn) abbiamo l’opzione di proseguire “attraverso” l’hotel che blocca la strada e recarci a Jungle Beach, oppure fermarci e goderci la nostra giornata di mare.
L’ultima spiaggia, all’estremo sud ovest dell’isola è Yanui Beach (Ao Yanui), da dove, armati di buone braccia, tanta voglia e pazienza, si può raggiungere a suon di pagaiate Ko Bon e Ko Aeo in canoa. Sono piccole isole molto caratteristiche e incontaminate.
Prima di Rawai è presente un altro punto panoramico, Phrompthep Cape (il “promontorio”), da dove si gode una fantastica e romantica vista del tramonto. Nella piazza circostante vi è un monumento votivo agli elefanti che potrete ammirare nella galleria fotografica. Ultima spiaggia a Sud ma dalla parte est dell’isola è infine Rawai Beach (Hat Rawai), famosa per ospitare uno degli ultimi villaggi degli zingari del mare (ormai modernizzati anche loro).